Quando parlo con i proprietari di strutture ricettive, noto spesso un grande entusiasmo per il “tutto esaurito”. Ma da economista, la mia prima domanda è sempre un’altra: quanto di quel fatturato rimane davvero nelle tue tasche?

Sappiamo che Booking ed Expedia trattengono commissioni tra il 15% e il 30%. Se poi aggiungiamo i programmi di visibilità come Genius o Preferred, i margini si assottigliano ulteriormente. Ma la commissione è solo la punta dell’iceberg. Esistono costi invisibili, spesso ignorati, che minano la sostenibilità economica della tua impresa nel lungo periodo.

Il costo nascosto della dipendenza dalle OTA: oltre la commissione

Immagina di costruire una bellissima villa su un terreno che non ti appartiene. Se il proprietario del terreno decide di cambiare le regole o di sfrattarti, perdi tutto.

Basare l’attività solo sulle OTA (Online Travel Agencies) significa esattamente questo: costruire su un terreno altrui. Accettare una prenotazione intermediata comporta un CAC (Costo di Acquisizione Cliente) altissimo.

Una struttura che genera 100.000€ di ricavi tramite OTA, con una commissione media del 18%, versa 18.000€ l’anno a terzi. Risorse che potrebbero essere reinvestite nella struttura, nello staff o in marketing proprietario.

Tuttavia, il danno strategico va oltre il denaro immediato e si articola in tre perdite fondamentali:

  • Mancata Ownership del dato: Nel turismo moderno, la risorsa più preziosa non è la camera, ma il dato. Se non possiedi l’email e lo storico dell’ospite, non puoi generare ricavi futuri a costo zero.
  • Erosione del Net RevPAR: Molti misurano il successo con il RevPAR (Ricavo per camera disponibile), ma è una metrica incompleta. Il vero indicatore è il Net RevPAR, ovvero il ricavo al netto di commissioni e costi di marketing. Se il tuo RevPAR è 100€ ma la prenotazione è intermediata, il tuo valore reale scende sotto gli 80€. Ignorarlo significa sovrastimare la propria capacità di investimento.
  • Rischio di Sostituzione e Rigidità: Per una piattaforma, la tua camera è una commodity, un prodotto sostituibile. Se un concorrente abbassa il prezzo, l’algoritmo ti penalizza. Inoltre, subisci standard e politiche di cancellazione che limitano la tua libertà operativa.

Parliamoci chiaro: per una piccola struttura, eliminare totalmente le OTA è quasi impossibile. L’obiettivo non è l’eliminazione, ma l’ottimizzazione del mix distributivo.

Le OTA devono essere il tuo canale di acquisizione (il cosiddetto Billboard Effect), ma il tuo sito deve essere il motore di conversione. Spesso l’ospite ti scopre su Booking e poi visita il tuo sito ufficiale per cercare conferme. Se in quel momento non offri fiducia, velocità o un vantaggio chiaro, l’utente tornerà sulla piattaforma. In quel secondo, avrai perso l’opportunità di trasformare un costo variabile (la commissione) in un margine netto.

Le OTA non sono il nemico. Sono un canale di acquisizione. Il problema nasce quando diventano l’unico canale.

3 strategie per aumentare le prenotazioni dirette (subito)

Per riprendere il controllo del tuo destino economico, devi muoverti su tre livelli:

1. Ottimizza il Booking Engine per convertire

Se prenotare sul tuo sito è più difficile che su Airbnb, l’utente sceglierà sempre Airbnb. Un sistema di prenotazione efficace deve essere:

  • Mobile-first: oltre il 60% delle ricerche avviene da smartphone.
  • Rassicurante: deve mostrare recensioni e certificazioni (Social Proof).
  • Flessibile: politiche di cancellazione chiare aumentano la conversione.
  • Persuasivo: indicatori di urgenza (es. “ultima camera”) aiutano a chiudere la vendita.

2. Costruisci un rapporto diretto

Un ospite che prenota direttamente e viene fidelizzato diventa un asset che genera profitto puro per gli anni a venire. È il concetto di Life Time Value: la disintermediazione non è solo risparmio immediato, è capitale di relazioni.

Non trascurare il post-soggiorno: una sequenza di email che ringrazia, chiede una recensione e offre un incentivo per il ritorno è la strategia con il ROI (Return On Investment) più alto in assoluto.

Se vuoi capire meglio la differenza tra gestire la tua struttura in modo professionale o improvvisato, leggi il nostro articolo su come passare da host a imprenditore extra-alberghiero.

3. Decidi sulla base dei dati

Non puoi migliorare ciò che non misuri. Analizza il tuo mix di canali: quale percentuale arriva dalle OTA e quale dal sito?

In alta stagione, quando la domanda è forte, puoi permetterti di spingere sul canale diretto. In bassa stagione, le OTA tornano a essere un prezioso strumento di riempimento. L’obiettivo per una struttura sana è raggiungere un 35-45% di prenotazioni dirette.

Il primo passo? Scopri a che punto sei!

Abbiamo creato un test gratuito che ti dà un punteggio di maturità digitale e ti dice esattamente quali leve puoi attivare subito per aumentare le prenotazioni dirette.

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