La guida strategica per chi avvia una nuova struttura
Hai appena aperto la tua struttura ricettiva o stai per farlo? Fermati un istante e rispondi a questa domanda con estrema onestà: vuoi A) mettere la tua seconda casa su qualche OTA e sperare che qualcuno prenoti o B) avviare un’attività turistica solida e duratura nel tempo?
In altre parole: cerchi un hobby (costoso) o vuoi avviare un’impresa che produca profitto?
- Se la tua risposta è A, beh, non possiamo che augurarti buona fortuna.
- Se invece la tua risposta è B, continua a leggere questo articolo e seguici sui nostri canali social, perché troverai le risposte che cerchi per far decollare il tuo progetto.
Come abbiamo analizzato negli articoli precedenti, il sovraffollamento del mercato degli affitti brevi richiede regole più chiare, ma richiede soprattutto gestori più preparati. Il periodo d’oro degli affitti brevi “fai-da-te” sta lasciando il posto a un mercato maturo, regolamentato e altamente competitivo.
Table of Contents
Host improvvisato vs. Imprenditore extralberghiero
Molti pensano che la differenza stia nella dimensione della struttura o nel numero di appartamenti gestiti. Non è così. La vera differenza risiede nel mindset e negli strumenti che scegli di utilizzare.
1. L’approccio al prezzo: Istinto vs. Data Analysis
L’host improvvisato si limita a guardare cosa fa il vicino di casa su Airbnb e imposta un prezzo simile, spesso arrotondando per difetto nel tentativo di essere competitivo. Se le prenotazioni non arrivano, si fa prendere dal panico e abbassa i prezzi selvaggiamente, alimentando una guerra al ribasso che danneggia l’intero ecosistema locale.
Ma fino a che punto si può abbassare il prezzo per non andare in perdita?
Facciamo due conti:
- Commissioni dei portali: dal 15 al 25%;
- Tasse (Cedolare Secca): 21% o 26%;
- Costi di pulizia: 10-15%;
- Utenze: luce, acqua e gas (sempre più onerose).
In questo scenario, il margine di profitto si assottiglia fino a sparire. Se aggiungiamo la manutenzione ordinaria e gli imprevisti, dalla caldaia che si blocca al climatizzatore da riparare, l’host improvvisato scopre troppo tardi di non aver creato un business, ma un lavoro mal pagato e ad elevato tasso di stress.
L’imprenditore extralberghiero, al contrario, non indovina: analizza. Studia l’occupazione della destinazione, monitora gli eventi locali, analizza i flussi storici e le finestre di prenotazione. Sa che se è pieno al 100% con tre mesi di anticipo, ha sbagliato prezzo (troppo basso). Se invece è vuoto sotto data, non taglia i prezzi a caso, ma analizza se il problema sia la tariffa o una calo di visibilità sui canali.
2. Il rapporto con le OTA: Dipendenza vs. Strategia
Per l’improvvisato, le OTA (Booking, Airbnb) sono l’unico strumento di vendita. Il suo approccio è passivo: carica una decina di foto scattate col cellulare, scrive una descrizione generica e resta in attesa, sperando che qualcuno lo trovi tra le migliaia di annunci della zona. La sua unica leva è il prezzo e, se non riceve prenotazioni, lo abbasserà fino a rimetterci.
Per l’imprenditore, invece, le OTA non sono i “padroni” dell’attività, ma semplici partner di acquisizione. Il suo obiettivo è lavorare costantemente sul proprio Marketing Digitale per ridurre la dipendenza dai portali.
L’imprenditore investe in un sito web veloce, performante e dotato di un Booking Engine per ricevere prenotazioni dirette senza dover pagare commissioni. Costruisce una Brand Identity e cura la propria reputazione online, affidandosi a professionisti. SEO, Social Media Marketing, Google Ads e campagne Meta sono solo alcuni degli strumenti che ogni imprenditore può utilizzare per far crescere la propria attività.
Mentre l’host improvvisato non conosce nemmeno l’email del suo ospite, l’imprenditore utilizza CRM e automazioni per restare sempre al fianco del cliente. Grazie a una comunicazione personalizzata e a offerte su misura, non solo aumenta le vendite di servizi extra, ma costruisce una relazione duratura che spinge gli ospiti a restare più a lungo in struttura e tornare ancora e ancora.
Perché la regolamentazione è tua amica (se sei un professionista)
Potrebbe suonare strano, ma se hai scelto la risposta B, dovresti accogliere con favore regole più stringenti per gli affitti brevi. Perché?
- Eliminano la concorrenza sleale: chi opera nell’ombra o senza standard minimi abbassa la qualità percepita di tutta la destinazione.
- Professionalizzano l’offerta: più il mercato si complica, più chi non è preparato è costretto a uscirne, lasciando spazio a chi investe davvero in formazione e tecnologia.
- Proteggono il tuo investimento: una città regolamentata è una città che non esplode, che rimane attraente per i turisti e vivibile per i residenti.
Conclusione
Il mercato non perdona più l’approssimazione. Se vuoi che la tua struttura sia un’attività capace di generare reddito, soddisfazione personale e valore per il territorio, devi smettere di “affittare” e iniziare a fare impresa.
In Destinalytics, aiutiamo proprio chi ha fatto questa scelta. Attraverso l’analisi dei dati e le strategie di marketing digitale, trasformiamo l’entusiasmo di chi inizia nel successo di chi resta sul mercato da leader.
Sei pronto a fare il salto di qualità?
Leggi anche l articolo sulle locazioni brevi in Puglia per capire come la regolamentazione cambia il mercato.
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